La narrazione corporea in psicopatologia

di Genovino Ferri

 

Nella filogenesi l’Io con il suo Campo di Coscienza e le competenze linguisti- che, nascono dallo sviluppo del Neopallium, nuovo mantello corticale, dovuto all’acquisizione della stazione-locomozione eretta, che ha permesso di allargare gli spazi visivi, la profondità e la tridimensionalità, La visione, divenendo stereosco- pica e volumetrica, ha permesso lo spazio-tempo, il prima e il dopo, le connessioni e le prospettive. Le modificazioni della mandibola e del faringe-laringe hanno permesso il linguaggio verbale, e quella del pollice giustapposto la prensione.

Questo salto straordinario dell’evoluzione, emerso circa due milioni di anni fa, è lo stesso salto che, specchiato nell’ontogenesi, permette l’Io Soggetto.

La prevalenza funzionale del Neopallium (e della PFC) si sviluppa infatti a partire dallo svezzamento, con la progressiva dominanza della piramidalità e della muscolarità striata.

Ma questo sviluppo emerge, in chiara continuità, dall’Intercorporeità del Tempo precedente, quello della Memoria Implicita (Mancia), della Proto-Conversazione (Trevarthen), del Sé Oggetto (Damasio), del Meccanismo Specchio (Gallese), ma anche quello della memoria procedurale (Kandel), della percezione prelinguistica (Gallagher), della mielinizzazione del Circuito Ventro Vagale di Porges.

Il Sé diviene così “un Sistema Vivente Complesso e Aperto”, in relazione In- tercorporea-Intersoggettiva con l’Altro da Sé… fin dall’inizio della sua Vita: re- gistra assetti e forme, movimenti ed emozioni, percezioni sensoriali e acquisizioni cognitive, si fa pervadere ed esprime, elabora, integra, trasforma e si organizza intelligentemente, raggiungendo nel Tempo, sulla stazione-locomozione eretta, in direzione bottom up e neghentropica, il suo essere Io-Soggetto.

Parafrasando A.Damasio “Il Sé viene alla mente… come Io Soggetto”.

 

L’embodiment e la narrazione corporea in psicopatologia e in psicoterapia

L’Intelligenza del Corpo è stratificata, nelle sue 1000 ricombinazioni adattive, in tutto il tempo della filogenesi, ed è riepilogata nel tempo dell’ontogenesi, fino a farsi Consapevolezza di Sé.

L’Intelligenza, nella sua profonda etimologia dell’inter-legere leggere-tra, mi si rappresenta come la prima proprietà frattalica dei sistemi viventi aperti e complessi, essa forse precede e permette la Cognizione, precede e permette la Mente…de- finita da Enzo Tiezzi “parte integrante della meravigliosa storia di coevoluzioni, che è la storia della Vita e della Biosfera”.

Il Corpo rappresenta un altro “3” nel setting, con tutti i significati analitici di questo numero, dal 3 Legge al 3 Padre, al 3 Limite, al 3 Relazione intercorporea- intersoggettiva, al 3 appunto Corpo, Evidenza Sensibile, che nel setting permette, oltre il dialogo, un trialogo aperto e garante.

Un Corpo che ci informa sulle sensazioni-percezioni pre-linguistiche e pre-sogget- tive, ma anche delle emozioni e delle associazioni libere, pensanti e soggettive, loro connesse.

Un Corpo che ci informa dei nostri transfert e, se analisti-terapeuti, anche dei nostri Controtransfert, che ci informa dei nostri “dove” siamo, spaziali e tempo- rali, dei “dove” si poggiano le nostri posizioni per osservare le cose del mondo, con i proporzionali orizzonti visivi possibili e sostenibili.

Un Corpo che nel setting addiziona materiale analitico ricco da leggere, ma anche l’intercorporeità alla Intersoggettività nella Relazione Terapeutica (Il Primo Principio Attivo nel setting), un Corpo che permette poi di addizionare l’Attiva- zione Terapeutica (Il Secondo Principio Attivo possibile nel setting), muovendo e procurando nuovi percorsi concreti corporeo-psicodinamici.

Le Neuroscienze introducono il Corpo in Psicopatologia e in Psicoterapia , testimoniando la possibile continuità “Corporal-Mente”.

Trova embodiment il filone di ricerca sulla Mente Incarnata “I processi cognitivi non possono essere confinati nel cervello, essi si formano in connessione e sono influenzati dall’intero sistema corporeo, nel più vasto sistema uomo-ambiente” (G. Bateson 1972) e sulla Mente Incarnata ed Enattiva “l’accoppiamento senso-mo- torio, organismo più ambiente, è elemento fondante per la cognizione, il percepire la realtà attraverso la nostra continua attività corporea”(F.Varela, E.Thompson, E.Rosch, 1990).

 

L’embodiment e la narrazione corporea nella grammatica della mente di tratto

Partecipe di questo filone di studi, in continuità con la Mente Incarnata ed Enattiva, aggiungo la Mente di Tratto: una possibile risposta teorico-pratica all’in- terrogativo che pervade oggi questo filone di ricerca analitico-clinica, in psicopa- tologia e in psicoterapia:

“Come andare, nel qui ed ora e dal qui ed ora, in profondità ontogenetica?”

L’ontogenesi infatti ci introduce alla profondità nel viaggio del sapere (dal sapio-sapore al sapere senno)… e non si può sapere senza sentire… e non si può sentire senza il Corpo… e allora il Corpo si fa Logos.

Penso… che sia possibile correlare gli stadi evolutivi… ai livelli corporei rela- zionali, che hanno ricevuto direttamente i segni incisi dalle relazioni con gli oggetti parziali di fase, trasmettendoli alle aree centrali dell’encefalo (basti pensare alla suzione delle labbra nel tempo dell’allattamento)… e che sia possibile correlare gli schemi relazionali depositati nei livelli corporei… alla formazione dei tratti di carattere… della nostra personalità, fin dal tempo intrauterino pre-soggettivo (basti pensare… al numero delle deglutizioni del feto, che aumenta sensibilmente con l’introduzione di sostanze dolci nel liquido amniotico e che diminuisce sen- sibilmente con l’introduzione di sostanze amare).

Un Punto di Svolta che dà embodiment alla Mente di Tratto!

La nosografia dei quadri psicopatologici cambia di prospettiva…e il tempo della Relazione Oggettuale Primaria, tempo presoggettivo ed intercorporeo per eccellenza, di memoria procedurale ed implicita, acquista grande rilievo come ter- reno di Resilienza, su cui si edificherà la nostra combinazione di tratti, con i relativi possibili oltre-soglia psicopatologici.

Non si comprenderà completamente, nella sua tridimensionalità, una psicosi senza considerare la bassa reciprocità relazionale primaria nel tempo intrauterino, segnata nell’area ombelico-addominale, la stessa area che afferisce ai nuclei della base dell’encefalo e che costituisce terreno su cui crolla il campo di coscienza dell’Io (direbbe Klaus Conrad).

Anche l’azione dell’aloperidolo (neurolettico) è esercitata sullo stesso terreno, nel mentre contengono l’angoscia psicotica di annientamento (direbbero Nacht e Racamier).

 

Due principi attivi in psicoterapia e in psicopatologia

Primo principio attivo

La Simulazione in Filosofia della Mente definisce “il comprendere gli altri met- tendosi nei loro panni”. La Simulazione Incarnata, invece, afferma che “prima e alla base della lettura della Mente dell’Altro vi è l’Intercorporeità come principale fonte di conoscenza, una forma diretta di comprensione degli altri dal di den- tro…un livello intermedio fra il sistema dei neuroni a specchio e la risonanza em- patica” (V. Gallese-Ammanniti, 2014).

Nel setting essa si può trasformare in Simulazione Incarnata Terapeutica, con il Controtransfert di Tratto, ovvero la collocazione sul Tratto della propria perso- nalità e sul corrispondente livello corporeo relazionale, appropriati per raggiun-

gere, contattare, dialogare con la Mente di Tratto dell’analizzato e con le sue do- mande depositate in memoria esplicita ed implicita.

La Simulazione Incarnata Terapeutica è fondamentale in psicoterapia, per poter avvicinare e modificare alcuni pattern specifici di relazioni interpersonali, esiti della Simulazione Incarnata di ieri, nella storia della persona… per poter far emer- gere una nuova sinaptogenesi a livello centrale, da apprendimento appropriato a livello periferico… (direbbe Eric Kandel).

Secondo principio attivo

Alla “Simulazione Incarnata Terapeutica” si può addizionare l’Attivazione In- carnata Terapeutica.

In dialogo continuo intelligente e convergente con il Controtransfert di Tratto, essi rappresentano la possibilità di una Psicoterapia anche Corporea sulla Mente di Tratto.

In generale l’Attivazione Incarnata Terapeutica muove azioni concrete corpo- reo-psicodinamiche; essa è fondamentale per modificare i vissuti della persona, perché segna incisivamente nuove esperienze sentite e appropriate alle domande terapeutiche, esplicite ed implicite emerse nel setting.

“Quando l’azione viene eseguita o imitata si attivano le vie cortico-spinali… quando l’azione viene immaginata si attiva la rete corticale motoria… l’azione non viene prodotta” (Gallese, 2014).

In generale quindi tutta la Psicoterapia Corporea può essere considerata Attivazione In- carnata Terapeutica, ma certamente deve rispondere a grammatiche con requisiti di coerenza e appropriatezza, perché la Psicoterapia Corporea potrebbe innalzare il livello di Complessità di una Psicoterapia.

In Analisi Reichiana l’Attivazione Incarnata Terapeutica si realizza con gli Ac- tings, veri e propri specifici movimenti ontogenetici e terapeutici, necessari per esplorare la storia stratificata della persona nelle sue Relazioni di Fase. (Ferri, 2012).

“Gli Actings sono progressivi e specifici, di fase evolutiva e di livello corporeo. Essi fanno  emergere  fondamentali insights energetico-emozionale-psicodinamici e propongono la possibilità di un nuovo stile di relazione oggettuale nel qui ed ora. I livelli corporei sono ancora oggi presenti nel qui ed ora, con i loro depositi di schemi incisi relazionali, che hanno formato la Mente di Tratto di quella fase di quella persona. Essi costituiscono la porta di entrata per l’attivazione incarnata te- rapeutica, l’afferenza periferica da cui accedere, per raggiungere le aree centrali e armonizzare intelligentemente la personalità ed in particolare quella Mente di Tratto. “Gli Actings cioè formano, informano e riformano la Mente Incarnata Enat- tiva e di Tratto, aumentando la cognizione e il sentire, determinando in psicote- rapia ed in psicopatologia una maggiore Intelligenza della Mente e della

Soggettività del Sé.

 

 

Bibliografia

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