Coffee Break. Intervista a Genovino Ferri

NUOVA SEDE E NUOVE FRONTIERE PER LO STUDIO ANALYSIS… 

 

Dottore, com’è nata la decisione di cambiare la sede e la struttura della Studio Anàlysis?

Nasce perché ad un certo punto esistono dei movimenti di miglioramento possibile che stanno in linea con il tempo delle cose e, avendo la pazienza e la capacità di aspettare che emergano spontaneamente, sono emerse queste nuove esigenze. Lo Studio Anàlysis nasce con un taglio sociale, clinica sociale, mirato alla dimensione clinica, alla dimensione psicoterapeutica-clinica, con implicito un forte taglio sociale perché molte ore vengono offerte in termini di volontariato per cercare di tenere la possibilità di offrire un’alta qualità a prezzi accessibili e sostenibili per gente di ceti meno abbienti. Tutto questo ha funzionato ed è estremamente importante, ma anche questo aspetto sociale che era sullo sfondo, poiché c’era troppo focus sullo studio e sulla clinica, ha fatto sì che vi fossero delle istanze per aprire, addizionare, aspetti di rilevanza più sociale in termini di comunicazione, di “fare sapere” e di “contaminare”.

Quindi quali nuovi obiettivi si pone con la nuova struttura lo Studio Anàlysis?

Conservare quelli vecchi e addizionare quelli nuovi. Inserire un sapere leggibile, trasmissibile anche ad una fascia di “meno addetti ai lavori”; possiamo dire con grande umiltà e rispetto per tutti che abbiamo un indirizzo di lettura paradigmatico delle cose della vita e del mondo, occupandoci di fenomeni individuali, gruppali o familiari, oltre che degli aspetti sociali, di cui possiamo avere degli “occhiali di lettura” che possono portare le persone a vedere meglio i processi in cui sono immersi. Tutto questo nasce con questo spirito, permettendo a realtà sociali più large di indossare degli occhiali che possono migliorare la qualità della vita, aumentandone la profondità, i vissuti e anche la lievità del vivere, così spesso doloroso e sofferente, così pesante. Si possono fare le cose con un’intelligenza maggiore, con un’organizzazione ed una qualità dell’esistere migliore.

Lei spesso parla di “freccia del tempo”, “ontogenesi”, “fasi evolutive”. In che fase oggi è lo Studio Analysis?

La fase dello Studio Anàlysis è una fase in cui si ha voglia di relazioni maggiori. Di spostarsi da una dimensione più clinica e riequilibrarla con una dimensione più sociale. Nella chiave di lettura delle fasi evolutive, questa è una fase che noi abbiamo dopo la deambulazione, quando abbiamo voglia di costruire rete e “fare relazione”. Passiamo il nostro contributo agli altri e anche per noi, dunque, è questa la nostra fase evolutiva. Penso e debbo aggiungere che il punto non è solo “che fase dello Studio Anàlysis”, ma “in che fase è la società?”: attualmente, secondo noi e me in particolare, la società è in una fase che viene normalmente definita “liquida”, che nel nostro paradigma significa perdere il limite. Ha perso forse il “torace”? Ha perso il “collo”? Bene. Vogliamo contribuire a restituire un po’ di torace alla nostra società liquida, passare la fase di torace-collo in cui è lo Studio Anàlysis, insieme all’intelligenza e trasmetterla per quanto possibile alla società liquida, per rialzarsi un po’ dalla sua liquidità e tornare un po’ più strutturata.

Perché rivolgersi allo Studio Anàlysis e perché il Modello Post-Reichiano?

Lo Studio Anàlysis è accostabile ad un sistema vivente complesso e aperto, come tutti i sistemi viventi. Ognuno di noi è un sistema vivente complesso e lo è anche questo gruppo, che ha il desiderio di confrontarsi con le cose del mondo, lo ha avuto da sempre. Rimanendo aperti ci si valida e ci si verifica continuamente, se si rimane sulla freccia del tempo significa che l’interscambio con il circostante mondo, con l’altro da noi, è sicuramente, utilizzando un vocabolo a noi molto caro, “neghentropico”. Abbiamo da trasmettere qualcosa nel fuori: si addiziona nel fuori, si cresce nel fuori, si cresce nel dentro e quando una relazione ha le tre possibilità (dell’uno, dell’altro e del tre relazionale) che aumentano di energia significa che stiamo nell’etica giusta della vita.

Come sono cambiate oggi la Psichiatria e la Psicoterapia e dove si posiziona in esse lo Studio Anàlysis?

La psichiatria ha un rischio, che è quello di rinchiudersi nella psicofarmacoterapia. La psichiatria ha un grande sapere, ma deve rimanere un sistema vivente complesso aperto; deve misurarsi, anche se già lo ha fatto, con l’includere la psicoterapia. Psicoterapia che è un grande mondo che riguarda le “relazioni”: la relazione è il primo principio attivo che noi abbiamo, qualsiasi mestiere di aiuto (mestiere mi piace perché è una parola che balza su “ministero”) fonda sulla relazione la propria consistenza e la propria competenza. Se la relazione è il primo principio attivo, il secondo è una psicoterapia che significa confrontarsi con l’altro, all’interno di indirizzi specifici, che possono essere appropriati per alcune situazioni cliniche e non cliniche, trasmettendo un sapere sedimentato negli anni. La psicofarmacoterapia è il terzo principio attivo. Se noi dovessimo prendere questi tre principi attivi e guardare dove si trova la psichiatria, dove si trova la psicoterapia e dove si trova lo Studio Anàlysis, psichiatria e psicoterapia sono due mondi molto accostati e lo Studio Anàlysis li guarda insieme nel mezzo; lo Studio Anàlysis è in grado di applicare i tre principi attivi che ci siamo detti un momento fa. Non è cosa facile da trovare! Sembra poco garbato sottolinearlo, però è una specificità che ha lo Studio Anàlysis: relazione (primo principio attivo), psicoterapia di alto spessore e coerenza epistemologica, qualitativamente riconosciuta al M.I.U.R., a livello nazionale e internazionale (secondo principio attivo), psicofarmacoterapia che dialoga con gli altri due principi attivi e che non è dissociata, come purtroppo spesso capita (terzo principio attivo). Lo Studio Anàlysis, quindi, ha uno spettro di copertura che arriva dall’orchestrare armonicamente i tre principi attivi. È abbastanza raro!

Con la nuova struttura l’idea è anche quella di creare un’associazione?

È quella di un respiro maggiore. Addizionare a questa dimensione delle finestre di relazioni con segmenti della società, che si occupano trasversalmente della società; penso ad avvocati, architetti, perché da qualche parte siamo esperti del logos e anche delle architetture spaziali, agli insegnanti, che mettono segni nelle persone, ecc. Tutte quelle dimensioni e categorie che possono aiutare, in un dialogo corale, con un paradigma che può essere diffuso. Penso che possa emergere dall’apparente diversità una costruzione di un dialogo unitario.

Quanto è soddisfatto oggi dello Studio Anàlysis e cos’altro c’è da fare?

Sono molto soddisfatto dello Studio Anàlysis. Questo nacque come una scommessa, è in realtà una scommessa, che mi vien da dire abbastanza vinta: c’è una grande domanda, c’è una quantità di risposta elevata e c’è soddisfazione. Tuttavia, c’è anche una dimensione di crescita, c’è voglia di strutturare maggiormente questa parte di comunicazione sociale; non so se prima non fosse il tempo, ma adesso è emersa. La sequenza nel tempo ha un suo senso sempre!

 

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