Le supervisioni in Analisi Reichiana Contemporanea

 

La Supervisione in Analisi Reichiana si dispiega in 2 Parti.

Nella “prima” si ascolta attentamente il divenire storico del caso descritto dallo psicoterapeuta, a partire dallo sviluppo evolutivo sulla freccia del tempo biologico-biografico della persona.

Si valutano così le prime 4 Anamnesi: quella in Ottica Analitico-Psicodinamica, la Patologica Remota, la Patologica Prossima, la Socio-Economica.

Si individuano i Segni Incisi determinanti il Carattere, le Fasi Evolutive ed i Tratti di Personalità Dominanti, i Livelli Corporei ed i Passaggi di Fase e di Campo Prevalenti, i Cervelli Evolutivi e gli Stili di Relazione Oggettuale, anche nella loro patologia “oltre – soglia “.

Si profilano in tal modo una Diagnosi Analitico-Caratterologica, una Clinico-Psicopatologica, una Relazionale, con un approfondimento anche della Diagnosi Differenziale.

Si prosegue con la valutazione delle Domande Esplicite ed Implicite espresse dalla narrazione.

Nella “seconda ” parte della Supervisione, in un’Ottica Complessa, vengono chiariti il Transfert di Stato, Psicodinamico, di Tratto e di Livello Corporeo del “fantasma” della persona analizzata ed il Controtransfert di Stato, Psicodinamico, di Tratto e di Livello Corporeo dello psicoterapeuta-analista.

Si continua poi definendo lo Stadio della Relazione Analitico-Terapeutica (valutando, se la Supervisione è in Gruppo, anche il Controtransfert di Stato, Psicodinamico, di Tratti e di Livelli Corporei richiamati nel Gruppo).

Su queste basi si elabora, infine, il Progetto Analitico-Clinico Mirato al “fantasma” rappresentato in Supervisione e si propongono, sullo psicoterapeuta-analista, le linee guida psicocorporee appropriate, capaci di  lasciare “segni  incisi”  per la sua realizzazione.

Sul piano operativo-pratico si individuano e si propongono 18 Voci, su cui articolare tridimensionalmente la Supervisione Analitico-Clinica  Reichiana.

 

Voce 1: L’Anamnesi in Ottica Analitico-Psicodinamica

  • Il Come della Scena di Quando la persona è venuta al mondo ed il Perché è venuta almondo, “su quale progetto implicito?”.
  • Il Dialogo della Relazione Oggettuale Primaria, la sua densità, lo spessore della suareciprocità “dall’intrauterino allo svezzamento”, un dialogo prettamente biologico, prototipo e frattale dei dialoghi successivi sulla freccia del tempo evolutivo, nonché fattore e terreno, probabilmente principale, di Resilienza, determinante per la sostenibilità agli stress adattivi futuri della 
  • Il Come ed il Quando è venuta alla Luce (Parto), che risuoneranno sulle possibili modalità dei “passaggi-nascita” nella vita.
  • Il Come del suo Svezzamento, altro segno inciso, che risuonerà sulle possibilimodalità di separazione dal Primo Campo Madre, sull’uscita dal 2 relazionale futuro.
  • L’ Ordine di Genitura ( primogenito, secondogenito, ultimogenito, unicogenito ).
  • Il Come delle Relazioni nel Secondo Campo Famiglia, quello del 3 con il Padre e del 4,5,6…relazionale.
  • La Scena Edipica.
  • Il Leader di coppia ed i Tratti della sua personalità.
  • Le Posizioni di Relazione Genitoriale, le Atmosfere Famigliari, i SottosistemiDominanti in essa, etc…
  • Il Come ed il Quando della Pubertà e le relazioni nel Terzo Campo

Riteniamo questa Anamnesi indispensabile e fondamentale, perché presuppone la raccolta puntuale dei “segni incisi” dalle Relazioni Oggettuali, dal Come dei Passaggi Evolutivi delle Fasi, dalle Atmosfere dei Campi dell’Altro da Sé, di quella  persona. 

Essi formano il nostro Carattere (Carattere = segno inciso), la nostra Combinazione di Tratti, stratificata nei Segmenti delle Fasi evolutive e segnata sui  Livelli Corporei corrispondenti a quelle fasi.

 

Voce 2:  L’Anamnesi Patologica Remota

Quali Patologie Remote hanno colpito la persona?

  • In quale Fase Evolutiva?
  • In quale Scena Sistemica Allargata?
  • Quali Livelli Corporei o Distretti o Apparati sono stati interessati?

 

Voce 3:  L’Anamnesi Patologica Prossima

  • La Persona presenta un “oltre – soglia” clinico sintomatologico?
  • Quali sono i primi 5 sintomi principali?
  • Quale loro rappresentazione, anche corporea, viene espressa?
  • Quando si sono presentati?
  • Hanno qualche relazione con eventi concomitanti?
  • Emerge un’iperespressività da vulnerabilità strutturale della personalità?
  • A quale tratto appartengono?

 

Voce 4:  L’Anamnesi Socio-Economica

È da intendersi il porre l’attenzione su altre variabili significative, storico-biografiche, che hanno concorso alla determinazione della persona, nel suo essere unica ed irripetibile:

  • Il sesso
  • Il peso e le sue variazioni
  • La cultura di latitudine
  • La religione
  • Gli studi
  • L’agio o il disagio economico nel Tempo
  • L’occupazione o la disoccupazione
  • I cambi di residenza
  • Lo status sociale

 

Voce 5:  Le Fissazioni  Prevalenti

I Segni Incisi dalle Relazioni Oggettuali e dalle Variabili Determinanti dell’Altro da Sé, sulla freccia del tempo, propongono, alla nostra osservazione e al nostro sentire, le Fissazioni Prevalenti nella storia della persona.

In Analisi Reichiana  consideriamo fondamentale, un vero punto di svolta, “la connessione tra relazione oggettuale – fasi evolutive – passaggi di fase e di campo – tratto di carattere – livello corporeo – cervello evolutivo”. 

Permette di recuperare la biologia alla psicoanalisi, di portare il corpo nella psicoanalisi e la psicoanalisi nel corpo, di disegnare tridimensionalmente ogni progetto analitico-terapeutico.

  • La Relazione Oggettuale definisce il Come della Relazione di un soggetto con il suomondo, esito complesso di una specifica organizzazione della personalità. Va intesa nel senso di un’interrelazione, di una reciprocità (escludente includente, persecutoria accogliente). In Analisi Reichiana l’oggetto, parziale o intero, è reale, è presente nella storia biologico- biografica e segna, anche sul livello corporeo,  un come prototipico di 
  • La Fase Evolutiva è un periodo dell’evoluzione ontogenetica in cui il Sé riceve gliimprinting ed i segni incisi dall’oggetto parziale di quel tempo, è un intervallo tra due Passaggi di fase, marcati da chiari confini biologici. Le fasi evolutive sono inscritte sullo sfondo dei tre Campi in successione dell’Altro da Sé (il quarto è meta sulle fasi evolutive).
  • Il Tratto di Carattere è la storia di ognuno di noi di quella fase, un insieme embricato dischemi e moduli di comportamento ricevuti  dalla relazione con l’oggetto parziale di quel 
  • Il Livello Corporeo è la fonte somatica, il luogo del corpo in cui sisegnano gli imprinting delle relazioni con gli oggetti parziali di fase, il primo ricevente della relazione con l’Altro da Sé, l’interfaccia periferica della fase evolutiva attraversata, il substrato concreto su cui poggiano le architetture del pensiero di tratto.
  • Per il nostro Encefalo due parole in più: rappresenta il risultato della ricapitolazione dell’evoluzione filogenetica all’interno del processo ontogenetico. 

La formazione più antica è rappresentata dai grossi nuclei della base (Complesso Rettiliano), ad esso sono da attribuire funzioni quali “la difesa del territorio, la competizione per il rango nel gruppo, l’accoppiamento, le sequenze ritualizzate e compulsive. Esso prevede l’aggressione verso tutto ciò che non viene riconosciuto e pertanto vissuto come ostile…” Siamo in zone prossime allo zero entropico e la diversità è minacciosa per il sistema vivente.

La Corteccia Limbica (comparsa nei mammiferi antichi) nell’ontogenesi fa la sua prevalenza funzionale dal 3° – 4° mese di vita  intrauterina in poi: il riflesso di suzione e la montata prolattinica (ormone per eccellenza della maternità nei mammiferi) ce la indicano. Aggiunge la dimensione emotivo-affettiva con la cura dei cuccioli e della specie, la comunicazione audiovocale ( il richiamo di separazione ) ed introduce il gioco.

È responsabile di ciò che un individuo sente o prova, così come ciò che sa o conosce è funzione del neopallium, sviluppatosi per la visione stereoscopica tridimensionale da stazione eretta.

Il Neopallium è preposto allo spazio- tempo, al prima-dopo, alla causa- effetto, ai processi cognitivi superiori di tipo logico metacomunicativi e metarelazionali. La maggior parte delle fasi evolutive e della formazione del carattere, con tutto il bagaglio dei segni incisi ricevuti dalle relazioni oggettuali,  si iscriveranno nel segmento della freccia del Tempo Limbico, che non esito a definire “il luogo del mondo delle relazioni” e cervello fondamentale nel setting analitico-terapeutico.

 

La Diagnosi Analitico-Caratterologica si scompone nelle voci 6 e 7

 

Voce 6:  La  Diagnosi di Tratti Prevalenti e di Passaggi  Prevalenti.

  • Quale Combinazione di tratti, passaggi di fase e di campo definisce prevalentemente la persona che è di fronte a noi, nel suo assetto strutturale?
  • Su quale densità di Relazione Oggettuale Primaria la combinazione è emersa e si è embricata?

 

Voce 7:  La Diagnosi di Livelli Corporei Periferici Prevalenti e Cervelli Evolutivi Prevalenti.

Se Le Relazioni Oggettuali passano primitivamente per la periferia sensoriale corporea, prima di depositarsi anche nel Sistema Nervoso Centrale, ci chiediamo:

  • Quale Combinazione di livelli corporei e di cervello evolutivo sonoprevalenti nella persona che è di fronte a noi,  nel suo assetto strutturale?
  • Su quale densità di Relazione Oggettuale Primaria è emersa e si è embricata?

 

Voce 8:  L’Eziopatogenesi Frattalica Prevalente

Se un Frattale è uno schema-funzione che si ripete simile a sé stesso su più ordini di grandezza, ci chiediamo  ancora:

  • Quale eziopatogenesi frattalica prevalente ha realizzato la ricorsività su più grandezze dello stile di relazione della persona o addirittura  del suo  oltre – soglia psicopatologico?

 

Voce 9:  L’Analisi di Scena e la Diagnosi Relazionale

L’Analisi di Scena è allargare l’osservazione attenta a tutta la dinamica del Sistema-Campo esterno alla persona, nel qui ed ora,  ma anche nel  lì ed allora, è evidenziare eventuali similitudini, il loro essere accostabili o indipendenti.

Nel contempo è valutare il Come delle Relazioni della Persona con le Figure Prossime significative, lo Stadio delle Relazioni, la Posizione nelle Relazioni (“up, down, meta, simmetrica o di alleanza”).

 

Voce 10:  La Diagnosi Clinico-Psicopatologica 

Se la persona che abbiamo di fronte presenta un oltre – soglia clinico psicopatologico, ricordando che in Analisi Reichiana il sintomo è un oltre- soglia di tratto, ci chiediamo:

  • Quale Senso Intelligente ci rivela?
  • Quale Economia sostiene?
  • Quale Esito ci indica?
  • Come si rapporta al lì ed allora? E al qui ed ora?

La diagnosi è informata alla Psicopatologia Funzionale, ma anche al DSM IV TR e ancor di più all’ ICD 10, oltre che al PDM. Ovviamente tutte le diagnosi prese in considerazione, nell’ottica della Complessità, dovranno risultare convergenti: una pluralità di lenti per un’alta definizione tridimensionale e sferica della Supervisione!

 

Voce 11:  La Diagnosi  Differenziale

L’attenta Anamnesi verticale in Ottica Analitico-Psicodinamica ci permette di valutare sia i rischi psicopatologici che le vulnerabilità della persona e, con l’oltre – soglia sintomatologico-sindromico presentato, concorre a definire lo spettro della diagnosi  differenziale, il perché di questa patologia e non di un’altra delle possibili.

 

Voce 12: L’ Analisi delle Domande Esplicite ed Implicite

Dal materiale  raccolto dalle precedenti Voci si possono estrapolare direttamente le domande esplicite, per cui la persona si rivolge allo psicoterapeuta , ma soprattutto le domande implicite stratificate sulla freccia del tempo, che emergono dalla narrazione del caso e dalla rappresentazione del “ fantasma” da parte dello psicoterapeuta.

 

Voce 13:  Il Transfert  “di Stato, di Tratto, di Livello Corporeo”

 

Voce 14:  Il Controtransfert  “di Stato, di Tratto, di Livello Corporeo”

 

Voce 15:  Lo Stadio della Relazione Analitico-Terapeutica 

 

Voce 16:  Il Progetto Analitico-Terapeutico Generale e Mirato

 

Voce 17:  La Validazione della Neghentropia nel Tempo.

Il Transfert definisce il processo con cui i desideri inconsci, e con essi le domande implicite, si attualizzano nell’ambito della relazione analitica. Esso rappresenta la ripetizione di prototipi infantili di relazioni oggettuali. 

Il Controtransfert definisce le reazioni inconsce dell’analista alla persona dell’analizzato ed in particolare al suo transfert, esso costituisce il terreno su cui si spalma la problematica di un’analisi.

In Analisi Reichiana riconosciamo a questo tema una particolarissima attenzione e sottotipizziamo il Transfert ed il Controtransfert, con le particolari lenti di osservazione offerte dall’Analisi del Carattere della Relazione, in:

– Transfert di Stato (Energetico e Psicodinamico), di Tratto Caratterologico

  e di Livello Corporeo, del fantasma dell’analizzato.

– Controtransfert di Stato (Energetico e Psicodinamico), di Tratto

  Caratterologico e di Livello Corporeo dell’analista (e del Gruppo, nella

  Supervisione in Gruppo).

Nell’Ottica della Complessità ci definiscono lo Stadio della Relazione analitico-terapeutica.

L’Analisi del Carattere della Relazione costituisce un fondamento del setting in Analisi Reichiana, ovvero permette un assetto altamente specifico della Relazione Analitico-Terapeutica.

Consideriamo  l’Architettura della Relazione il referente privilegiato.

E’ un’Architettura “che contiene” qualsiasi atto terapeutico, dall’ascolto alla elaborazione transferale di un tratto, dall’interpretazione di un sogno, di un gesto, di una fantasia liberatoria, alla proposta di un acting di Vegetoterapia, ma anche la semplice prescrizione di uno psicofarmaco.

Consideriamo la Relazione “una forma vivente”, terza protagonista, oltre l’Analista e l’Analizzato, che risponde alle leggi dei sistemi viventi: ha un suo carattere, dei suoi stadi evolutivi, ha dei propri segni incisi, che sono dati dalla specificità dell’incontro analista – analizzato e dalla compatibilità dei loro rispettivi bagagli di segni incisi.

È il nostro specifico approccio e contributo al grande tema dell’ Intersoggettività e della Cornice Relazionale nel setting,  chiaramente e coerentemente letto con il Linguaggio  fra Tratti.

Definire allora “l’Ubi sum, l’Ubi est e l’Ubi sumus” è necessario per l’accoppiamento strutturale intelligente fra tratti, per Il Progetto Analitico-Terapeutico Mirato.

La Relazione si svilupperà dall’incontro fra i tratti dell’analista e dell’analizzato che, come filamenti di un nuovo DNA, permetteranno un nuovo sistema complesso vivente, la relazione appunto, la sua autorganizzazione , la sua autopoiesi, i suoi sviluppi, i suoi stadi, la sua intelligenza neghentropica.

(Neghentropia = trattasi di una variazione negativa di entropia, a partire da un valore originario: la nascita di un individuo, l’origine della vita, l’inizio dell’evoluzione biologica, la nascita di una relazione)

L’Architettura Relazionale prevede l’Analista in una Posizione definita dalla collocazione empatica, dinamica e funzionale sul tratto della propria personalità e sul corrispondente livello corporeo, su cui può incontrare e contattare il tempo interno dell’analizzato, aiutandolo a spostarsi dalla sua posizione di tratto e livello corporeo (o quanto meno a leggerle). 

L’Architettura Relazionale prevede ancora il Come appropriato dell’analista, definito dall’analogico della Posizione, che genera atmosfere per insights evolutivi dell’analizzato.

La Posizione ed il Come quindi sono i Fondamenti di un’ Architettura Relazionale e di un Controtransfert di tratto e di livello corporeo appropriati all’analizzato ed al suo eventuale disturbo oltre – soglia.

È presente, in questa accezione di Controtransfert, una dimensione di flessibilità della posizione analitica, che permette un contatto empatico e funzionale nella coevoluzione e nella complessità.

Si delinea così il Setting come un Campo neghentropico e validiamo la Coevoluzione  su tre forme: l’evoluzione neghentropica dell’analizzato, dell’analista e della relazione analista-analizzato, nell’ Unità di Tempo (mediamente 6 mesi).

Qualche esempio per chiarire ciò che stiamo affermando.

  • Quando incontriamo una persona nel setting, quale livello corporeo ci risuona e qualetratto ci richiama? Ci tocca il torace, il plesso solare, il bacino o gli occhi? Ci fa allungare il collo, ci fa serrare la bocca o contrarre le spalle? Siamo su un tratto fallico-narcisistico, su un tratto orale, anale, isterico, intrauterino o genitale? È qual è il più “terapeutico” nell’accoppiamento strutturale con questa persona?
  • Quando incontriamo uno stato psicotico, quale tratto e che livello corporeo ci fa risuonare? Il Vuoto psicotico dov’è? Non è anche nella visceralità profonda? E con quale Controtransfert di tratto e di livello corporeo ci muoviamo? È il più terapeutico nella Relazione?
  • Quando incontriamo uno stato depressivo, che livello corporeo e quale tratto ci farisuonare? Il ripiegamento depressivo non è anche nel torace schiacciato in espirazione?
  • L’allarme persecutorio della paranoia non è anche nel terrore persecutorio delle spalle?
  • La fissità del d.o.c. non è anche nello sguardo rigido dei suoi occhi?
  • La rabbia del borderline non è anche in quel mento proteso provocatoriamente in avanti asfidare costantemente l’altro?
  • L’ansia da insostenibilità di un torace in affanno, come risuona sul nostro respiro?
  • Il pallore e la mimica terrifica da panico come ci sorprendono?
  • Con quali Controtransfert di tratto e di livello corporeo ci muoviamo in queste specifiche psicopatologie? Sono i più appropriati per tali disturbi?

 

Voce 18 :  La Vegetoterapia  Carattero-Analitica della Relazione

È la Ricombinazione della Vegetoterapia Carattero-Analitica con L’Analisi del Carattere della Relazione.

La Vegetoterapia Carattero-Analitica è la specifica terapia psicocorporea  in Analisi Reichiana. È una metodologia che attraversa il tempo di 4 generazioni di analisti.

Fu iniziata da W. Reich e la sua sistematizzazione puntuale sui livelli corporei è stata completata da Ola Raknes, suo allievo diretto norvegese, da Federico Navarro, che introdusse la terapia Reichiana  in Italia e da noi della Scuola Italiana di Analisi Reichiana.

Essa opera sul sistema nervoso vegetativo, da cui il nome, sul sistema muscolare e sul sistema neuroendocrino,  producendo sensazioni, emozioni ed associazioni propri del linguaggio del corpo ( il 3° garante), straordinari per la lettura degli aspetti analitico-caratterologici.

La Vegetoterapia  opera con Actings, “gli ascensori frattalici del tempo interno”, nella doppia direzionalità, che raccordano il lì ed allora con il qui ed ora, il profondo con la superficie, l’inconscio con il conscio, la memoria implicita con la memoria esplicita, informando, formando e riformando la mente, con metacognizioni di nuovo ordine, poggiate anche sul sentire.

Nel Setting di Supervisione gli Actings di Vegetoterapia Mirati, ovvero i movimenti ontogenetici più idonei per l’Analizzato , vengono però proposti dal Supervisore all’Analista, che in questo modo “sarà segnato incisivamente”: 

  • per fissare la posizione ed il come appropriati, in quella specificarelazione analitico-terapeutica,  per un’ intersoggettività neghentropica,
  • per riproporre, sull’assettocaratterologico dell’analizzato, lo stile di relazione oggettuale più sostenibile e appropriato, un nuovo prototipo di relazione oggettuale “versus neghentropia” nel qui ed ora.

 

GENOVINO   FERRI

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi